• Elena Abbagnano

#vongolatakesibiza: un’isola, tre giorni, dodici ragazze

Sono indecisa se il mio titolo sembri più l’inizio di un film horror o la presentazione di un banalissimo reality show, ma grazie al cielo il mio viaggio a Ibiza non è stato né l’uno né l’altro. Le mie aspettative, lo ammetto, non erano altissime. Ibiza non è proprio la destinazione del cuore per chi come me, il ritmo ce l’ha nel sangue nel senso che solo da morta, forse, riuscirò a beccare un movimento. In più, eravamo in dodici ragazze. Dodici. Ragazze. Anzi, undici ragazze e un ragazzo in evidente minoranza. Il rischio di litigio, morte, occultamento di cadavere eccetera era altissimo. Dodici colleghe che hanno deciso di fare un team building autogestito.


A dispetto delle premesse, lo dico subito uccidendo la tensione ed evitarvi la scocciatura di cercare un cadavere in mezzo al mio racconto, il week end lungo è andato benissimo. La villa nei dintorni di San Josep, trovata su Home Away, era enorme, immersa nel verde e dotata di piscina. Le macchine che avevamo affittato da Roma funzionavano e contenevano tutte. Ma soprattutto, nonostante il gruppo fosse variegato e con bisogni e desideri diversi, siamo riuscite a fare praticamente tutto quello che c’era nella nostra wish list.


Fare un viaggio con persone che conosci poco è sempre un rischio. Da un lato, per educazione e poca confidenza, eviti di essere chiara su quello che vuoi e non vuoi fare. Dall’altro, tieni in poca considerazione quello che l’altro vuole e non vuole fare. Trovare un compagno di viaggio è come trovare un tesoro, anzi meglio: è come trovare la mappa e poi il tesoro andarlo a cercare insieme.


Grazie invece ai diversi “io voglio” del gruppo, devo dire che ho scoperto che Ibiza non ha solo l’anima loca e spregiudicata che credevo. Spiagge nascoste che prima di mezzogiorno sono deserte. Sangria rivisitata versata a litri in un piccolo ristorante nel centro città. Una città vecchia dal sapore un po’ greco e un po’ spagnolo. Serate in riva al mare, tramonti accompagnati dal suono ritmato dei bonghi. Così sono in grado non solo di raccontarvi la mia Ibiza, ma anche di consigliarvi quattro posti completamente diversi gli uni dagli altri, e che forse daranno sapori diversi a chi ad Ibiza se la immagina come un’isola di discoteche per sedicenni. Che ci sta pure, eh.


Una spiaggia degna dei Caraibi: Cala Pluma

Nella parte sud dell’isola, di fronte a Formentera, la strada per raggiungere Playa Ses Salines è incredibile: si passa in una striscia di terra circondata da saline a pochi centimetri dalla strada. Parcheggiate la macchina e proseguite a piedi: l’arrivo sulla spiaggia merita, e anche un bagno veloce per ricoprirvi di sale, ma non tergiversate troppo. Gambe in spalla e andando verso sinistra (faccia al mare) troverete delle calette che nulla hanno da invidiare ai mari tropicali, prima tra tutte Cala Pluma. Potete scegliere se seguire la strada via mare e impiegare un quarto d’ora, o perdervi per le stradine sabbiose e vagare per un’ora sotto al sole cocente. Indovinate noi cosa abbiamo scelto?



Night per tutti: Son of the 80’s - Hard Rock Cafè

Ora, io non so se questa serata verrà replicata nei prossimi anni. Ma mi dà il giusto gancio per un consiglio: se non siete dei veri discotecari e non siete venuti a Ibiza per scatenarvi sulla pista fino all’alba e oltre, selezionate una serata carina in cui siete sicuri di divertirvi. Fa parte dell’offerta e della vita dell’isola, che un viaggiatore professionista assapora in tutta la sua essenza. Se non avete voglia di mischiarvi con minorenni ubriachi, fate come noi: serata anni ’80 “pomeridiana”, dalle dieci a mezzanotte. E poi un tranquillo cocktail in piscina!



Hippy e tramonti: Calle Benirras

Questa spiaggia nasconde più di un segreto, quindi fate attenzione.

Regola numero uno: andarci prima delle quattro di pomeriggio. Il parcheggio principale si trova a una decina di minuti dalla spiaggia, lasciate lì la macchina e addentratevi nel mercatino hippy che vi separa dalla sabbia. I prezzi, qui come in tutta l’isola, sono alti, ma a certi richiami, non so voi, ma io proprio non so resistere. Se comprate una coroncina di fiori o una piuma da orecchio, custoditela nella borsa e tenetela da parte per dopo. Arrivate in spiaggia e andate tutto a sinistra, vicino la rimessa delle barche. Posizionatevi lì, fatevi un bagno nell’acqua verde e pulitissima immersa in un promontorio boscoso. Se nuotate un paio di minuti in più, tutto a sinistra, troverete una spiaggia minuscola che a piedi non si può raggiungere, il posto più bello per riprendere fiato e godersi qualche attimo di solitudine Perché dalle sette, la spiaggia si riempie. Non ve ne accorgerete neanche perché si tratta di un paio di battiti di ciglia: turisti a frotte, dalla spiaggia, dalle barche sul mare, tanto che a un certo punto chiudono l’ingresso, tutti in attesa che la comunità hippy dell’isola inizi il suo spettacolo. I bonghi e il ritmo frenetico dei loro colpi vi accompagna verso il tramonto. E se vi tirate fuori dalla folla e salite sulla piccola collina lì accanto, in un attimo sarete in cima a un altipiano, con il tramonto sulla destra, e una enorme macchia di gente che balla sulla sinistra. Wow.


La città vecchia: Dalt Vila

Per me, la sorpresa più grande di Ibiza: poco sopra il porto, si erge una roccaforte che non ha niente a che fare con il resto dell’isola. Dal sapore spagnolo e dai colori greci, Dalt Vila sembra un mondo in miniatura, fatto di mura bianche e scalini, negozi di artigianato e stupendi scorci. Profuma di estate, lentezza e serenità. Fate un giro tranquillo, lasciatevi guidare dalle mura antiche e poi fermatevi a Plaza del Sol, dove ci sono due o tre bar deliziosi, ideali per riposare i piedi e affondare in cuscini colorati. Date una chance alla apple pie del bar La Esquinita, sapete che sul cibo sono una garanzia.



Qualunque sia il lato di Ibiza che preferite, sicuramente merita più di un week end. Ma noi questo avevamo. Devo confessare che è un viaggio che mi ha messo alla prova: ho avuto la conferma, ancora una volta, che nonostante i tanti viaggi non sono ancora una viaggiatrice provetta, in grado di andare oltre le dicerie. Che un po’, è un difetto: probabilmente Ibiza non è l’unico posto che non considero come meta ideale per un viaggio solo per sentito dire. Un po’ invece è un enorme vantaggio: quello di arrivare in un posto, ed esserne completamente stupiti.

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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