• Elena Abbagnano

Viaggio all'isola delle tartarughe: guida alle spiagge di Zante

Aggiornato il: 4 lug 2018



La prima cosa che vi ricorderete di Zante, oltre l'acqua più azzurra che abbiate mai visto, sono le tartarughe marine: l'isola infatti è la meta preferita per le mamme tartaruga, che sulle sue spiagge vanno a deporre le uova. Devo dire che se fossi una tartaruga, lo farei anche io: il mare di Zante è davvero uno dei più belli al mondo e le spiagge sono talmente varie e impegnative da raggiungere che è facile trovare uno scoglio incontaminato dove prendere il sole (o deporre le uova, a seconda dei propri gusti) in totale solitudine.


Ma partiamo dall'inizio. Zante è una delle isole della Grecia provviste di aeroporto con voli internazionali. Così, raggiungere questo piccolo paradiso terrestre richiede non più di un'ora e mezza di volo da Roma. L'atterraggio è sull'acqua, per qualche secondo crederete che il pilota abbia deciso di farvi fare il primo bagno direttamente dall'aereo, ma abbiate fiducia. Atterrerete in un piccolo aeroporto a un quarto d'ora dai due centri principali dell'isola, Zante e Laganas.

Zante è la capitale di Zante. I greci sono famosi per tantissime cose, ma forse non per la fantasia. Non in questo caso, almeno. Zante-città merita una visita, un pomeriggio nuvoloso magari: passeggiate da piazza Solomos fino alla chiesa di Agios Dionysus e in mezz'ora ve la sarete bene o male girata tutta. Se avete la macchina fate ancora dieci minuti di guida e raggiungete Bohali, in alto, dove godrete di una vista stupenda, ancora più bella se riuscite a beccare il tramonto.


Avere una macchina è essenziale, perché tolte Zante e Laganas (statene lontani, è uno stradone pieno di locali trash, led colorati e inglesi ubriachi), tutta l'isola è fatta di stradine meravigliose che passano tra le montagne, tra le immense piantagioni di ulivi, per portarvi da una spiaggia all'altra. Tutta la bellezza di Zante sta in queste spiagge: ce n'è per tutti i gusti, sugli scogli o sulla sabbia, attrezzate o meno. Le più belle sono quelle nascoste nelle calette e raggiungibili solo via mare. Non stressatevi troppo sui tour organizzati: cercheranno di vendervene ad ogni angolo, ma i prezzi sono bene o male gli stessi, quindi uno vale l'altro. Se vi chiedono più di venti euro, vi stanno fregando. La cosa migliore è comprare il biglietto direttamente all'imbarco, al porto di Zante o al porto di Laganas, dove sicuramente è più economico. Altrimenti potete usufruire del servizio di pullman che gira quasi tutta l'isola raccogliendo il tuo equipaggio.


Per le spiagge, potete fare come me: armarvi di spirito di avventura e provarle tutte. Oppure potete fidarvi dei miei racconti e farvi un lungo bagno in quelle che sono le più belle che ho scoperto:


  • Il Navagio, noto anche come la spiaggia del relitto, che poi ho scoperto essere la più fotografata di tutta la Grecia. Nel 1982 una barca di contrabbandieri turchi si nascose dalla guardia costiera in una caletta, ma naufragò nella notte. Le correnti poi riportarono la barca in superficie e lo spostamento della sabbia creò una piccola spiaggia bianca dove il relitto si posa ancora oggi. Impossibile raggiungerla se non con la barca, ma vi consiglio di prendere la prima disponibile della mattina: dopo le undici si riempie di turisti e fare il bagno diventa un'impresa non di poco conto.


  • Xigia, poco prima della spiaggia del relitto, è una minuscola lingua di sabbia immersa in un mare dal colore quasi irrealistico. I posti sono pochissimi: tutti fanno a gara per accaparrarsi i dieci, venti spazi a disposizione e godere dei benefici delle acque sulfuree, che daranno alla vostra pelle abbronzata una morbidezza irresistibile.


  • Marathias, che non è una spiaggia ma sono delle piccole scogliere che scendono dolcemente verso il mare, rendendo l'accesso all'acqua blu semplice anche per chi, come me, ha poca coordinazione e una grande predisposizione a cadere. Scegliete lo scoglio che vi piace di più e godetevi la pace e la solitudine di questo posto. Se poi vi viene fame, qualche metro più su c'è un piccolo bar con amache e sedie di legno.


  • Dafni Beach: arrivarci non è una passeggiata ma a soli quindici minuti dalle spiagge turistiche di Banana Beach & simili si trova una distesa di sabbia costellata da nidi di tartaruga e ombrelloni di paglia. L'acqua è calda e la vista dal mare è mozzafiato, perché la spiaggia è proprio ai piedi di una montagna. Indispensabile prima di andare via, distruggere tutti i castelli di sabbia che avete costruito sulla riva: potrebbero confondere le mamme tartarughe.

  • Blue Caves, che poi non è una spiaggia, ma non è neanche una singola grotta: le coste frastagliate dell'isola hanno creato delle grotte naturali in cui è possibile fare il bagno. Scegliete i tour con le barche più piccole, in modo che la grotta sia il meno affollata possibile: l'acqua scura e completamente trasparente merita di godersela da soli, o quanto meno in poca compagnia.




Oltre a Zante e poche eccezioni (Argassi, Bohali, Vasilikos) non ci sono paesi carini sull'isola, nessun panorama con le casette bianche e blu che si trovano in posti come Santorini o Paros. La sera quindi cercate qualche ristorante sul mare e fatevi una mangiata di pesce o di gyros pita, o di souvlaki. Vi segnalo El Greco, nella zona sotto Laganas, che è molto buono, oppure a Bohali c'è To Spiti Tou Lata, che ha una vista stupenda e un tortino di pollo inimitabile. Il cibo è molto buono e abbastanza economico, come d'altronde il noleggio delle auto (se vi chiedono più di trenta euro al giorno, vi stanno fregando) o dei tour.



Ma il posto di Zante me lo sono tenuto per ultimo. Mi sono sorpresa che fosse poco pubblicizzato, e anche poco consigliato da articoli o post in giro per il web. Di fronte all'isola delle tartarughe, ad appena una decina di minuti da Laganas, c'è una piccola isoletta collegata alla terra da un lungo pontile: è Cameo Island, ad Agios Sostis, un'isola privata da visitare necessariamente al tramonto. L'ingresso costa cinque euro ed è comprensivo di cocktail da sorseggiare sulla piccola baia, ammirando le bandiere bianche che ondeggiano al vento e le tartarughe che placidamente nuotano nell'acqua cristallina. Il paradiso io me lo immagino bene o male così.



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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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