• Elena Abbagnano

#viaggidipancia: da Cecchini a Panzano



To beef or not to beef. È uno dei tanti aforismi che hanno reso celebre Dario Cecchini, ma tutti gli aforismi del mondo non valgono un buon taglio della sua bistecca panzanese.


Ma partiamo dall’inizio: cos’è un viaggio di pancia?


Un viaggio di pancia è un viaggio in cui a guidarti non è il cuore, bensì lo stomaco. Un format che sto sperimentando per voi (bugia, per me): scelgo uno chef in giro per l’Italia e prenoto al suo ristorante. Poi, dedico il week end all’esplorazione dei dintorni, dovunque essi siano.


La prima puntata mi aveva portata a Montefalco in Umbria, dallo chef Giorgione. Stavolta mi sono spinta un pochino più lontano: la bistecchiera di Cecchini si trova a metà tra Siena e Firenze, così ho scelto di passare il week end a Siena.


Con questo articolo rispondo alla domanda che molti di voi mi hanno fatto: ha senso tornare in un posto in cui siamo già stati? La mia risposta è definitivamente sì. A Siena sono stata già diverse volte, per cui una volta parcheggiata la macchina subito prima di Porta Romana, è stato proprio bello passeggiare per le strade ciottolate baciate dal sole senza nessuna fretta. Fare la turista è bellissimo, ma anche conoscere una città ed essere liberi di viverla senza correre da un monumento all’altro non è niente male.


Certo, una tappa ai miei posti preferiti non me l’ha tolta nessuno. E quindi la passeggiata è diventata lunga qualche ora, tra il Duomo e la sua incredibile libreria Piccolomini, o il monastero di Santa Caterina con le sue reliquie sparse per la chiesa spoglia. Un consiglio veloce sul Duomo, se siete a Siena per la prima volta: la biglietteria è nella piazza su cui dà la facciata principale, ma comprare l’ingresso per ogni parte e non solo quello della cattedrale. La libreria Piccolomini è accessibile dalla struttura principale ed è incredibile: una stanza completamente affrescata da Pinturicchio sulla via di Pio II. Ma non perdetevi il battistero, la porta del cielo, la cripta o il museo: sono soldi, eh, ma quantomeno sono ben spesi.



La parentesi culturale è durata poco perché un viaggio di pancia è un viaggio di pancia. Così ho scoperto che a Siena l’aperitivo non è poi un granché, ma piazza del Campo di sera, me lo ricordavo bene, è indimenticabile. Per mangiare vi do queste due dritte, frutto di una serie di esperienze personali e indirette: Gino Cacino per pranzo e trattoria Papei per cena. Affacciano entrambe sulla stessa piazza, piazza del Mercato, e vi tratteranno con i guanti. Il primo, nonostante un po’ di fila, offre panini incredibili che potete mangiare lì o portarvi su Piazza del Campo. Il secondo oltre a dei piatti tradizionali realizzati in maniera ineccepibile, ha una bella atmosfera e se dite in giro che siete romani (anche meglio, laziali) spunterà un cameriere a offrirvi vino e qualche consiglio utile.



Ma arriviamo ora al vero motivo del mio viaggio: l'Officina della Bistecca di Dario Cecchini.


Che mangiata. Ho letto recensioni contrastanti, in tanti hanno criticato il pessimo carattere del ristoratore e un menù “turistico”, ma tanti altri, come me, ha apprezzato l’atmosfera gioviale del posto e l’ottima offerta di carne.


Con il menù da 50€ a persona ho mangiato davvero di tutto: almeno cinque tagli di carne diversa e tutte pregiate, a partire dalla tartare di chianti fino alla fiorentina. E poi, alla fine, amaro e caffè a piovere, altrimenti chi si alza.




Ora la digestione sta facendo il resto. Quando finalmente potrò affrontare la programmazione della prossima tappa del mio viaggio di pancia, vi terrò informati.

Buon appeti — buon viaggio!

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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