• Elena Abbagnano

Una notte nel Medioevo: la magia di Santo Stefano di Sessanio



Avete mai sognato di vivere in un’altra epoca? Magari suggestionati da un film, un libro, o magari un capitolo particolarmente ostico di storia moderna. Io lo faccio spesso, soprattutto quando visito un castello o un palazzo antico. Chiudo gli occhi e indosso splendidi abiti di broccato, mentre lotto contro un matrimonio combinato o un’insurrezione popolare.


C’è un posto in Italia dove sognare è molto più facile, perché non devi contare solo sulla tua immaginazione: si chiama Santo Stefano di Sessanio ed è un vero borgo medioevale, perfettamente conservato. È in provincia dell’Aquila e fa parte del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; oggi ci abitano poco più di un centinaio di persone, esclusi i turisti che come me, fingono di essere principi, dame, artigiani o contadini di secoli lontani.


I turisti sono la linfa vitale di questo straordinario borgo in pietra: Santo Stefano di Sessanio infatti è diventato famoso grazie a un giovane imprenditore svedese, Daniel Kihkgren, che ha reso il borgo un albergo diffuso. Ha acquistato gran parte delle case abbandonate del centro storico, e le ha ristrutturate rispettando le caratteristiche e l’arredamento originario: così oggi vi si può dormire dentro, con tutti i confort moderni ma nascosti da interior design ispirati al medioevo.

Per le foto si ringrazia Sextantio | Santo Stefano di Sessanio | Albergo Diffuso

Appena arrivati quindi, prendetevi del tempo per godervi la vostra camera: magari fate un bagno nella splendida vasca poggiata sul parquet, o bevete un sorso del vino liquoroso che trovate sulla scrivania in legno massiccio. Ma non vi impigrite: il piccolo borgo è pieno di cose da vedere, scorsi meravigliosi lungo la vallata, minuscoli negozi di artigianato in cui infilarvi.


Per iniziare l’esplorazione del borgo, iniziate da dove siete arrivati: sicuramente siete passati sotto un grande arco in pietra. Si tratta della Porta Medicea, e potete divertirvi a notare in alto lo stemma della famiglia fiorentina. I Medici occuparono il borgo per oltre due secoli, e sotto la loro guida Santo Stefano conobbe il periodo di maggiore splendore.


Dalla porta d’ingresso si snodano infiniti viottoli di pietra che vi conducono su e giù per il borgo. Passeggiate senza meta, godendo dell’aria frizzante e dell’atmosfera caratteristica.

Nella vostra passeggiata non potrete non notare delle fredde impalcature, a sostituire la torre medicea che un tempo era il simbolo del borgo e che il terremoto del 2009 ha distrutto: per fortuna i materiali sono stati interamente recuperati e stanno progettando di utilizzarli per ricostruire la torre. A pochi metri da lì, dovete fermarvi alla Casa del Capitano e il Palazzo delle Logge, due tappe fondamentali nella visita al borgo.


All’ora di cena, non pensate di uscire dal sogno medioevale in cui siete stati catapultati: al Museo delle Genti d’Abruzzo è stata commissionata una ricerca sulla cucina popolare dell’epoca e sugli usi della ceramica per gli utensili. Potete scegliere tra la Locanda sotto gli Archi o il Cantinone. I piatti tipici sono la zuppa di lenticchie, scegliete voi se con pane fritto, con patate, salsicce o pasta fatta in casa. Altrimenti è da provare l’agnello alla chiaranese con cacio e uova. Per dolce, obbligatorio provare quello tipico, le ferratelle. Se poi avete voglia solo di una tisana fate un salto alla Tisaneria, dove troverete tisane a base di erbe abruzzesi oppure ottenute da piante non autoctone, ma dal grande valore terapeutico. 


La zona intorno santo Stefano è piane di cose da fare e da vedere. Il mio consiglio quindi è dedicare un giorno e una notte all’esplorazione e la permanenza del borgo, gustando il clima tipico e le tante piccole sorprese, come ad esempio il corso di panificazione, di pasticceria tradizionale o di tessitura (trovate gli eventi sulla pagina del sito) e poi dedicare un altro giorno alla zone circostante: potete scegliere se visitare il castello di Rocca Calascio, o magari le Grotte di Stiffe, a pochi chilometri dal borgo.


Sempre se siete pronti a tornare alla vita reale, abbandonando fantasie e arredamento medioevale. Vi auguro un buon salto nel passato, messeri.

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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