• Elena Abbagnano

Un labirinto di ricordi e cemento: camminare sul Cretto di Burri



Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968, la terra trema: è il terremoto del Belice, che distruggerà completamente quattro paesi, causerà danni in tutta la valle e provocherà centinaia di morti e feriti e oltre 70.000 sfollati. Una notte terribile, che segnerà per sempre l’anima della Sicilia occidentale.


La città di Gibellina viene completamente rasa al suolo. Dal tramonto all’alba, case e strade vengono distrutte e i suoi abitanti perdono tutto. Ma non la voglia di ricominciare. Con coraggio e determinazione, Gibellina viene ricostruita, a pochi chilometri dal vecchio centro della città, ma nessuno vuole che la vecchia Gibellina venga dimenticata: tra le macerie, vivono ancora i ricordi di chi quella notte ha perso la vita, di chi quella notte ha perso tutto.


È il 1985 e iniziano i lavori: per riscattare la memoria di Gibellina, l’incredibile artista Alberto Burri decide di sanare le ferite con l’arte. Questo incredibile progetto di land art vedrà la fine anni dopo, nel 2015, dieci anni dopo la morte del suo geniale ideatore, ma ad oggi lascia senza fiato chiunque passi da quelle parte, rendendo impossibile dimenticare.



Burri aveva deciso infatti di rendere l’intera città vecchia un enorme monumento. Usando le rovine cementificate come base, ha ripercorso le strade e i vicoli della città, dando loro una nuova vita. Il risultato è un’enorme distesa bianca che si nota da lontano, si vede dall’autostrada e dalla statale, attira lo sguardo come un enorme magnete. In effetti è difficile che non si noti: le fenditure sono larghe dai due ai tre metri, i blocchi alti più di un metro e mezzo, e si estende per 80.000 metri quadrati: è una delle opere d’arte contemporanea più grandi del mondo.



Oggi, è un posto magico. Attira turisti, studenti d’arte, curiosi, nonostante la strada impervia per arrivarvi. È aperto a tutti, nessun biglietto d’ingresso o bureau ad attenderti, nessuna spiegazione: devi solo camminare sulle crepe del Grande Cretto di Gibellina, arrampicarti sui blocchi di cemento e ascoltare nel silenzio la voce dei ricordi.

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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