• Elena Abbagnano

Tutti i colori di Siviglia


Capitale dell’Andalusia e sinceramente una delle città più vive e colorate che abbia mai visitato, Siviglia mi ha rubato il cuore grazie ai colori caldi e la cerveza fredda. Il giallo, il blu, il rosso, il verde, e tutte le rispettive sfumature: sono loro i veri protagonisti di questa grande città andalusa, divisa a metà tra la cultura spagnola e quella araba. 


Mudéjar. È una parola che ho imparato qui, letteralmente vuol dire “coloro a cui è stato permesso di restare”, ed è l’arte degli arabi a cui è stato concesso di restare in Spagna durante la riconquista cattolica. Mudéjar è una bellissima contaminazione di stile e di colori, che sì, è nata dalla violenza, ma ha reso Siviglia una città incredibile.


Per capire bene cosa vuol dire mudéjar però, è essenziale visitare l’Alcazar, la prima tappa di un qualsiasi visitatore in questa stupenda città. Alcazar è il termine arabo per palazzo fortificato, ma la verità è che i palazzi dietro le sua mura sono molti di più, e si possono visitare tutti: da quelli dei sultani arabi che per primi iniziarono la sua costruzione, a quelli dei reali cattolici che riconquistarono poi il regno. Ciò che un tempo era lotta di potere e di religione, oggi convive in uno stile contaminato, meravigliando i visitatori con decorazioni mozzafiato e giardini sterminati. E sì, da Game of Thrones addicted non ho potuto fare a meno di sentirmi un po’ principessa di casa Martell mentre giravo nei luoghi in cui sono state girate le scene di Dorne.


L’Alcazar si trova in pieno centro, a pochi passi dalla Cattedrale e dalla Giralda: la Cattedrale è immensa, e custodisce la tomba di Cristoforo Colombo (che in spagnolo si chiama Cristóbal Colón e questa cosa non è che l’abbia molto capita, non è che a Roma William Shakespeare si chiama Guglielmo Scuotilancia!), mentre la Giralda è un minareto convertito in campanile, da cui si gode una vista completa della città.


Un’altra tappa obbligatoria è senza dubbio Plaza d’Espana, immersa nel verde del Parque Maria Luisa. Un quarto d’ora a piedi dal centro, forse almeno un’ora per abituarsi alla sua bellezza. Si tratta di una piazza enorme, costruita in forma circolare per simboleggiare l’abbraccio della Spagna alle sue colonie. Troverete infatti riferimenti a tutte le città spagnole, europee e d’oltremare. Potete girare la piazza a piedi o anche in barca, navigando il canale circolare che la attraversa completamente.


Una seconda piazza da non perdere è Plaza de Toros, anche detta Plaza de Toros de la Real Maestranza de Caballería de Sevilla, una delle arene da corrida più importanti al mondo. Se vi interessa, sono disponibili i biglietti per assistere alle corride: io ho passato, il museo con la storia di tori e toreri è stata abbastanza per il mio spirito animalista. A pochi passi c’è anche la casa de Pilatos, di cui sicuramente avete letto perché è considerata la casa andalusa per eccellenza: oltre alla storia incredibile che vi racconteranno le sue mura (e l’audioguida), vi perderete ad ammirare i colori delle mattonelle con cui questa grande casa e i suoi spazi esterni sono decorati.


Per avere una vista completa della città, salite sul Metropol Parasol, una costruzione di legno e cemento relativamente recente. Questi sono bene o male i capisaldi da visitare nella città, ma per vederla davvero, bisogna camminare. Per il quartiere di Triana per esempio, dall’altra parte del fiume, antica zona gitana che oggi risuona di vita e di chitarre. O per il Barrio di Santa Cruz, la zona più centrale, piena di negozi e vicoli colorati che si dipanano dalla Cattedrale. O ancora verso l’Alameda de Hércules, con la sua grande piazza piena di locali e tavolini dove gustarsi un bicchiere di tinto de Verano.


Siviglia è una città che si visita velocemente, due o tre giorni pieni, nonostante la parola d’ordine sia invece lentitud, calma e lentezza: i negozi aprono tardi, non prima delle nove, e anche il sole se la prende comoda, splendendo alto nel cielo fino alle nove di sera. Un consiglio essenziale che vi do è di stare attenti a quando decidete di visitarla: Siviglia, insieme alla vicina Còrdoba, è la città più calda d’Europa, e da metà giugno a metà settembre dicono sia quasi invivibile. Aprile e ottobre sono i periodi migliori, quando diversamente dal resto d’Europa, l’estate è già arrivata o ancora non se n’è andata.



Con Siviglia e Còrdoba, ho visitato tutte le città principali dell’Andalusia. Ma non è assolutamente finita qui: ora ho voglia di vedere tutte le città più piccole, quelle di cui non si legge spesso e che forse per questo hanno ancora più fascino. Mi organizzerò presto.

Nel frattempo, Andalusia, hasta luego.

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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