• Elena Abbagnano

Tra i patii fioriti di Córdoba

Chi passa per l’Andalusia senza fermarsi per Córdoba dovrebbe essere tacciato di crimini contro l’umanità. Insieme a Siviglia e Granada (a diritto fa parte di questo elenco anche Malaga, ma non l’ho amata e per questo arbitrario motivo ho deciso di escluderla) rappresentano il cuore della regione andalusa e tra i posti più belli del mondo. Cultura araba ed europea si mischiano e si contaminano, creando arte, architettura e tradizioni uniche. Queste sono le tappe più classiche dell’Andalusia: ora che le ho viste tutte, tocca mettersi ad esplorare le zone meno conosciute (che spesso sono quelle che nascondono le meraviglie più inaspettate).



Ma parliamo di Córdoba. Dista poco più di un’ora da Siviglia e si può tranquillamente visitare in giornata. È la città più calda d’Europa, quindi occhio a quanto decidete di visitarla: i mesi più indicati sono aprile - maggio e settembre - ottobre, io mi ci sono avventurata a fine giugno e le temperature erano elevate, ma ancora sopportabili.



Quello che più vi resterà di Córdoba sono i fiori, racchiusi e impreziositi dai loro vasetti blu. Sono ovunque, nelle vie, nelle piazze, e ad ornare i palazzi privati o gli splendidi patii famosi in tutto il mondo. Pensate che ogni anno, a Córdoba si tiene il festival dei patii, in cui un gruppo di esperti incoronano il cortile interno più bello della città.


Festival a parte, i cortili sono sempre aperti alle visite perché parte integrante del patrimonio culturale della città: è tradizione aprire le porte a stranieri e curiosi, offrendo un po’ della frescura degli alberi di arance e dell’acqua delle piccole fontane. Se volete vedere i patii più belli, vi consiglio di consultare il sito ufficiale per prenotare una visita o per avere un elenco di quelli a ingresso libero.


Il fascino di Córdoba è tutto nascosto tra i vialetti bianchi, i cortili nascosti e i tapas bar disseminati nel centro storico. Ma il vero motivo per visitare Córdoba a tutti i costi, per me, è la sua Mezquita. Tutta la storia della città passa per questa grande moschea, costruita sotto il regno musulmano accanto a un enorme giardino di aranci.



Questo luogo sacro venne arricchito e ampliato, fino a diventare una delle più grandi moschee al mondo, e quando il regno musulmano cadde e Córdoba divenne cristiana, il re Carlo V vietò ai suoi di distruggere quell’edificio meraviglioso. Ma il potere cristiano, che in guerra aveva prevaricato quello musulmano, doveva ben lasciare un segno nella città, e venne quindi costruita una vera e propria cattedrale all’interno della moschea. Avete capito bene: una volta entrati nella moschea, in mezzo alle centinaia di archi rossi e bianchi, vedrete sorgere una monumentale cattedrale barocca. Se Carlo V non apprezzò particolarmente quel gesto, i visitatori oggi ne sono incantati, me compresa: vedere come due stili tanto diversi riescono a convivere insieme va oltre il triste simbolo di una religione che prevale su un’altra.


Secondo ponte romano sul Guadalquivir, e poi dritto fino alla Mezquita: la strada la trovate da voi, porta in una città meravigliosa, dove storia, arte e tradizioni testimoniano la bellezza inaspettata di due culture diverse quando vivono insieme. Io vi consiglio di andare, poi fate voi.



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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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