• Elena Abbagnano

Tivoli: la storia di un week end romantico, ma non solo

Aggiornato il: 1 ago 2018

Se volete festeggiare il vostro anniversario in abito lungo e tacchi, allora cercate offerte per una crociera romantica o prenotate in un buon ristorante di pesce e passerete proprio l’anniversario che vi immaginavate. Ma se invece volete fare qualcosa di diverso e le scarpe da ginnastica in fondo non vi dispiacciono, seguitemi in questi due pieni e romantici giorni a Tivoli.


Probabilmente di Tivoli, avete sentito parlare di Villa d’Este e Villa Adriana, due perle rispettivamente di epoca rinascimentale e romana che rendono questo piccolo borgo un posto unico al mondo. Ma non fate l’errore che fanno in tanti: non fermatevi qui. Tivoli nasconde tantissimi altri tesori, e un giorno solo non vi basterà per scovarli tutti.


Vi consiglio di iniziare la vostra esplorazione proprio da Villa Adriana, che si trova qualche chilometro fuori da Tivoli. È una visita che non si può saltare perché si tratta della più grande villa romana nota fino ad oggi. Non è tanto una villa quanto una piccola città, che l’imperatore fece costruire nel II secolo dopo cristo per ospitare ambasciatori stranieri, feste e banchetti, o semplicemente passare qualche settimana di fresco durante le caldi estati romane.


Al suo interno, la villa è mozzafiato anche oggi che è ridotta in rovine. Tra le grandi vasche d’acqua, le terme, la stanza dei filosofi, il Canopo e il palazzo vero e proprio dell’imperatore, non uscirete dal sito archeologico in meno di tre ore, affascinati da una storia lontanissima ma ancora ben conservata nei volti delle statue delle Cariatidi o in quella della divina Minerva. Consiglio al volo: sul sito Tibursuperbum sono scaricabili delle audioguide gratuite da ascoltare direttamente dal telefono, che raccontano in maniera completa la storia delle varie aree della villa.


Se a vedere terme, fontane e vasche vi è venuta voglia di fare un tuffo, passare qualche ora di relax alle contemporanee terme di Tivoli non vi farà male. Anche loro risalgono all’epoca romana e varie ristrutturazioni e modernizzazioni non hanno tolto nulla al fascino originario. Ci sono cinque grandi vasche, di altezze e dimensioni diverse, e il giardino è talmente grande che anche se pieno di gente, non si avverte comunque la calca. L’acqua è sulfurea e porta benefici per la pelle, per le vie respiratorie e tanto altro, così che è diventata una meta non solo di turismo ma anche di salute.



Non restate troppo a mollo: la vostra visita di Tivoli di fatto, non è ancora iniziata. Una serie di curve vi porteranno in alto, fino a raggiungere i tetti spioventi di una piccola cittadina. Ecco, ora siete arrivati. Attenti a dove parcheggiate la macchina, io ci sono stata tre volte e tutte e tre le volte mi sono beccata una multa. Per qualche minuto staccate gli occhi dai palazzi medievali e non fatevi distrarre dagli odori che escono dalle osterie: occhio alle strisce.


Una passeggiata distratta nei primi vicoli vi porterà dritti a Villa d’Este, la nostra prossima meta. Un piccolo ingresso accanto a una chiesa tradisce il grande capolavoro che vi aspetta una volta entrati. La sua storia inizia in epoca rinascimentale con un Cardinale, Ippolito II d’Este, che si aspettava di venire eletto Papa ma venne deluso. Trovatosi con tantissimo tempo libero e senza una carica pontificia da ricoprire, decise di impiegare le sue energie e le sue sostanze nella realizzazione di una villa meravigliosa, affrescata da grandi nomi al suo interno e con un giardino che ancora oggi non ha rivali nel mondo. Tutta l’acqua che scorre nel suo giardino viene alimentata direttamente dall’Aniene, per un totale di 200 zampilli, 250 cascate, 100 vasche e 50 fontane! Passeggiate nel giardino ma mi raccomando, arrivate fino in fondo: dalla Gran Loggia avrete una vista meravigliosa della fontana principale da una parte, e una panoramica mozzafiato delle colline tiburtine.


Usciti dalla Villa, vi sembrerà tutto più piccolo. I vicoli, le stradine, le piazze di Tivoli risalgono non all’epoca rinascimentale ma a quella medioevale, e hanno un fascino molto diverso, ma che non lascia indifferenti. Fate un ultimo sforzo e passeggiate per le stradine senza una meta precisa. Nel vostro percorso incontrerete la cittadella, la chiesa di San Silvestro, il duomo, la casa gotica, piazza Campitelli. Il mio consiglio è di non cercarli, ma viverli e basta. Cercare di immedesimarsi nella meraviglia atmosfera che li circonda. Alcune delle torri della Tivoli medioevale oggi sono state recuperate dall’usura del tempo e trasformate: in una per esempio si tengono assemblee comunali e mostre d’arte, un’altra ancora è stata convertita in albergo e ospita due stanze arredate con mobili di un convento di suore. È proprio lì che noi abbiamo deciso di dormire, per non uscire dallo spirito che ci aveva conquistati: la Torre di Sant’Antonio è molto diversa dai classici airbnb. Ristrutturata da due architetti, unisce il fascino di una storia antica alle comodità del design moderno. In più, i due proprietari sono gentilissimi e ti forniscono un survival kit con tutte le informazioni utili per vivere al meglio la loro splendida città. La Torre si trova nella zona antica di Tivoli, persa nei vicoli più suggestivi ma a pochi passi da un comodo parcheggio e da tutte le principali tappe da non perdersi.



Non so cosa succederà a voi, ma io sono crollata. Camminare e camminare lungo le ville e i viottoli storici non sarà una passeggiata. Riposatevi perché il giorno dopo non sarà da meno.


Il Parco Gregoriano è a pochi minuti dalla Torre di Sant'Antonio, e io ho avuto l’enorme fortuna di vederlo di notte, perché da quest’anno per alcune serate di luglio sono aperte le visite guidate notturne: uno spettacolo incredibile. Ma è una visita mozzafiato anche se fatta di giorno, un’esplorazione avventurosa in un parco quasi selvaggio, dove mitologia e storia sbucano ad ogni angolo. Lo gestisce il FAI, che lavora per conservarne la bellezza originaria e ho colto l'occasione per fare la tessera (ci sono sconti ed eventi esclusivi molto interessanti). La villa è stata costruita da Papa Gregorio XVI all’inizio del 1800 per risolvere un problema pratico ed enorme: l’Aniene spesso usciva dagli argini e distruggeva parte della città di Tivoli. Con un’opera dalla modernità impressionante, Papa Gregorio XVI deviò il corso del fiume fino a costruire una cascata artificiale, che con il suo metro e dieci oggi è la seconda più alta d’Italia. Vi consiglio di iniziare la visita dal tempio della Sibilla, perfettamente conservato, che orna l’acropoli di Tivoli: per la sua forma circolare è stato a lungo chiamato tempio di Vesta (tanto che la piazza che lo ospita mantiene ancora oggi questo nome) ma successivamente l’attribuzione venne spostata sulla Sibilla Tiburtina, una donna non immortale ma molto longeva che parlava per bocca del dio Apollo. Si dice che fu proprio lei a profetizzare ad Augusto l’arrivo del Cristianesimo a Roma, dicendogli che presto anche l’imperatore romano si sarebbe dovuto inginocchiare a un imperatore più grande.


Durante la visita alla villa potrete visitare il suo antro, ma anche le numerose grotte che si dipanano nella roccia, accompagnati dallo scorrere impetuoso del fiume Aniene. Il Parco Gregoriano era una meta molto ambita durante i Gran Tour dell’Ottocento. I tanti scrittori che lo hanno visitato ci hanno raccontato che lo visitavano di notte, con della paglia infuocata a guidarli nel buio. In più, la torcia era utile per gettare pezzi di paglia infuocati davanti a loro: se il fuoco si spegneva, era finito in acqua, ed evitavano di finirci anche loro. Il problema era se la torcia si fosse spenta: Christian Andersen ci racconta che a lui e la sua guida successe, e per ore girarono al buio senza trovare la via d’uscita. È in questa occasione che visitò la grotta delle sirene e ne rimase affascinato. La Sirenetta, non l’aveva ancora scritta. Non è mai stato testimoniato, ma a me piace pensare che lo spunto per scriverla, l’abbia preso proprio lì.


Le meraviglie che vi ho raccontato bastano e avanzano per riempire un weekend frenetico. Io avevo a disposizione solo due giorni, ma a ripensarci, alla visita di Tivoli ne riserverei almeno tre. Per il momento il piano è tornarci, per vivere con calma questa città fantastica e raccontarvi ancora tanti dei segreti che nasconde.

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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