• Elena Abbagnano

Siviglia in tre giorni

Aggiornato il: gen 10

Per visitare Siviglia e girarla bene tre giorni sono sufficienti, in collaborazione con un buon paio di scarpe da ginnastica.




Giorno 1:


Visita guidata dell'Alcazar. Il palazzo reale di Siviglia è grande e secondo me vale la pena visitarlo con una guida, che selezionerà per voi i passaggi più interessanti della lunga storia di questo immenso complesso. Io ho prenotato tramite Musement una visita guidata della durata di un'ora e mezza, e poi ho impiegato almeno un'altra ora per girare il giardino e riguardare gli scorci che più mi erano piaciuti. Consiglio di comprare i biglietti online per evitare la lunga fila d'ingresso.


La Maestranza (Plaza de Toros). A una decina di minuti a piedi dall'Alcazar, la Plaza de Toros è una delle arene per la corrida più famose al mondo. Inclusa nel prezzo del biglietto la visita guidata, che parte ogni mezz'ora.


Mercado Lonja del Barranco. A pochi passi dalla plaza de Toros, vi consiglio di fermarvi a mangiare in questo allegro mercato: street food di vario genere a buon prezzo, con dei tavoli all'aperto.


Plaza de Espana & Parque Maria Luisa. Sono dalla parte opposta della città, è vero, ma quella mezz'ora di passeggiata è utile per digerire. Fate attenzione al sole: nei mesi più caldi, le temperature salgono molto. Se soffrite il caldo, vi consiglio optare per una visita al museo delle belle arti o alla Cattedrale per ripararvi dal sole cocente. Il giro di Plaza de Espana e una piacevole passeggiata tra le piante del parco vi prenderanno un paio d'ore.


Barrio di Santa Cruz. Per orario aperitivo o cena, questo quartiere è ottimo per vivere la vida notturna di Siviglia e mangiare le sue tapas.





Giorno 2:


La Cattedrale e la Giralda. La fila per entrare nella Cattedrale può rubare anche un'ora, ma ne vale la pena: l'interno è bellissimo, così come la vista sopra la Giralda. Prendetevi tutto il tempo, anche perché dentro si sta freschissimi.


Casa de Pilatos. Non storcete il naso davanti al biglietto d'ingresso: non state pagando per visitare una casa, ma per visitare la casa. La casa tipica andalusa. Perdete tempo a scattare delle foto nei meravigliosi pattern che formano le mattonelle colorate.


Museo delle Belle Arti. Dopo pranzo, potete girare per le grandi sale del museo: l'ingresso è gratuito, anche se l'esibizione permanente espone principalmente artisti spagnoli e quindi, almeno per me, un mondo inesplorato.


Metropol Parasol. A qualche minuto dal museo, trovate una costruzione di legno e cemento. Non vi fermate alle apparenze: potete entrare, scendendo al piano -1 della costruzione, e prendere l'ascensore che vi porterà proprio in cima a questo moderno monumento. La vista è imperdibile e abbraccia tutta la città.


Alameda de Hercules. Quartiere vivo e gay friendly di Siviglia, è il posto perfetto per un bicchiere di tinto de verano prima di cena: scegliete uno dei tanti locali che si affacciano sulla piazza e rilassatevi un po'.


Triana. La seconda sera, va passata nel quartiere gitano di Siviglia, dall'altra parte del fiume. Potete mangiare al mercato del pesce, che apre verso le 9pm, oppure scegliere uno dei tantissimi locali a bordo fiume, ascoltando chitarra e flamenco.



Giorno 3:


Isla de la Cartuja. Se nei giorni precedenti sono andata in velocità, mi sono trovata al terzo giorno a dover selezionare tra i posti meno conosciuti il mio percorso. L'Isla de la Cartuja è famosa soprattutto per il parco a tema che ospita, ma ho trovato molto più piacevole passeggiare per i giardini sul lungo fiume.


Centro Andaluz de Arte Contemporáneo. Il museo, al centro della Isla de la Cartuja, è ospitato all'interno di un monastero medievale. Nel museo non sono entrata, ma nei cortili del monastero sì.


Museo de la Navigation. Carina l'esposizione, adatta soprattutto ai bambini, ma imperdibile la salita sulla torre de la Navigation, che viene aperta ogni mezz'ora e da cui si vede tutta Siviglia.


Pomeriggio libero. Le ultime ore a Siviglia le ho passate passeggiando per il Barrio di Santa Cruz e tornando a Plaza d'Espana, dedicando più tempo al Parque e arrivando fino a Plaza d'America, meno maestosa della sorella ma altrettanto bella.


I primi due giorni sono stati intensi e sono arrivata alla fine della giornata con i piedi doloranti: l'itinerario può essere snellito di qualche elemento (probabilmente l'Isla de la Cartuja e i suoi musei) se si vuole prendere il viaggio con più calma. A Còrdoba, gemella di Siviglia, ho dedicato un giorno intero, dalla mattina alla sera, ma questo ve lo racconto un'altra volta.





Se hai qualche domanda sul mio itinerario o vuoi una mano per costruire il tuo, non esitare a contattarmi: sarò felice di condividere con te consigli e segreti su questa splendida città andalusa.



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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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