• Elena Abbagnano

Perché il caffè di Napoli è il più buono al mondo



Il caffè di Napoli. Ahh. Una delle cose più buone al mondo. Non solo: un simbolo. Il caffè di Napoli. Se ti chiedo dove hai bevuto l’espresso più buono della tua vita, probabilmente mi risponderai proprio così, a Napoli. Ma perché il caffè di Napoli è così buono?


In tantissimi si sono interrogati su questo segreto. È l’acqua, dicono alcuni. È il modo in cui il barista riscalda la tazzina. La miscelazione. La tostatura. È che l’espresso è stato inventato a Napoli e quindi… e quindi no. La verità è che l’espresso non è stato inventato a Napoli, né tanto meno in Italia.


C’è un detto, a Napoli, che forse vi suonerà familiare. Se il saggio indica la tazzina di caffè, lo sciocco guarda il caffè. Il segreto del caffè di Napoli è nascosto in questa frase: non guardate il caffè. Non guardate neanche la tazzina. Guardate piuttosto l’uomo che il caffè ve lo sta preparando. Il segreto del caffè di Napoli sono i napoletani.



A Napoli il caffè è un rito. “Prendiamoci un caffè” è forse la frase che sentirete più spesso passeggiando per le strade e non è solo un invito, non è solo un break: è un momento di socializzazione, una dimostrazione d’affetto. La verità è che Napoli è uno Starbucks a cielo aperto: si prende un caffè e si sta insieme, si chiacchiera, si prende una pausa dalla routine quotidiana. Non è il caffè delle macchinette dell’ufficio, che si ingoia ancora caldo e poi ci si rimette a lavoro, forti di un po’ di caffeina in più in circolo. Non è la caffeine addiction che ci hanno insegnato a imitare nelle serie, il bibitone a cui Lorelai Gilmore non può rinunciare ogni mattina e che Carrie e Samantha sorseggiano sulla Fifth Avenue in ritardo per il lavoro.


A Napoli il caffè non è amato perché è buono. È buono perché è amato. L’ho letto sul muro di una caffetteria e ho capito che è vero. È amato da tutti: da chi lo beve, da chi lo offre, da chi lo fa. A Napoli il caffè è un social network, un pretesto per vedersi, raccontarsi una storia.

Un pretesto per offrirlo a qualcuno — conoscete la storia del caffè sospeso? Quindi la prossima volta che prendete un caffè, chiudete gli occhi, concentratevi sul caffè e offritelo alla persona accanto a voi, in cambio di una storia o di un sorriso. Sentite che quel caffè ha già un sapore diverso?

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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