• Elena Abbagnano

Lisbona: tre giorni di sole, vento, vino e trallallà



Non sono ubriaca, giuro, ma solo felice: Lisbona è una meta che mette addosso una voglia di vivere incredibile. Sarà per il sole, per la gente, per il vino buono. E poi è un casino, ma un casino ordinato. Non saprei bene come spiegarvelo. Ci sono vicoli e persone sull’uscio delle porte che gridano e cucinano, e ascensori che salgono sù e persone che salgono sul tram in corsa. Mattonelle colorate tutte diverse, balconi disordinati, una lingua potenzialmente incomprensibile. Eppure ve lo giuro, ogni caotico dettaglio è lì per una ragione. Sugli autobus ci sono le prese per caricare i telefoni. Nessuno cercherà di fregarti, o almeno, se qualcuno ti fregherà sei una persona molto sfortunata.


Le cose da vedere non sono tantissime, e su ogni blog troverai il consiglio: perditi per le stradine. Lo so, dà fastidio: dammi una meta, un percorso, qualcosa! Però è vero: l’unico modo per godersi davvero la città è lasciarsi andare, perdersi in giro. Se avete bisogno di una meta però, vi racconto tappa per tappa il mio viaggio.


Sono arrivata nel tardo pomeriggio, tappa in ostello e poi subito in giro ad esplorare. La prima tappa è stato il famosissimo tram 28, che gira la città da una parte all’altra: se preso la mattina presto o nel pomeriggio tardi, non troverai tanta fila ed è un buon modo di iniziare il giro di Lisbona. Così vedrai velocemente tutti i quartieri e potrai concentrarti poi su quelli che ti hanno ispirato di più.


Il giorno dopo, Alfama. È qui che ti devi perdere per le stradine perché in effetti da vedere non c’è niente. Io consiglio di partire da Praça do Comércio, godersi per qualche minuto l’affaccio sull’oceano e il vento in faccia, e poi salire seguendo le indicazioni per il Castelo de Sao Jorge. Il Castelo non è un granché, ammettiamolo: per noi italiani abituati a rovine ben poco rovinate, sarà una piccola delusione salire sulle torri di pietra sparse per la collina senza altro in mezzo. La vista però è molto bella, e poi tutte le strade di Alfama portano lì. Al ritorno seguite le indicazioni per il Miradouro de Santa Luzia e una volta riposati sotto l’ombra dei fiori, girate oltre la chiesa che avete di fronte: troverete delle scale che vi porteranno nel cuore di Alfama, tra murales e vecchiette che si sporgono dall’uscio della porta. È il posto giusto per provare la crocchetta di baccalao, un piccolo antipasto prima di andare a pranzo al Mercado da Ribeira.


Da qui potete decidere se proseguire per Belèm fino al castello sul mare e poi provare il pastel de nata nel luogo dov’è nato, oppure andare dall’altra parte della città per visitare il luogo dove si è tenuta l’esposizione mondiale del ’98. La costruzione di Siza Vieira è un miracolo dell’architettura moderna, con un tetto in cemento armato spesso pochi centimetri. Se avete la passione per l’architettura o viaggiare con un’amica che ce l’ha, non vi perdete questa tappa.


Tutto questo itinerario si merita due, tre giorni pieni. Io ho premuto sull’acceleratore (o meglio, sulle mie scarpe da ginnastica) per poterci infilare anche una gita a Sintra, magica città a un’ora di treno da Lisbona. Ma questa è un’altra storia (poi ve la racconto, prometto).


La sera, sono due le tappe fondamentali: la LX factory, una strada - quartiere abitata da artisti e designer, dove tutti i locali sembrano bellissimi e alla moda in un’atmosfera radical chic che non guasta mai e Bairro Alto.


Pausa obbligatoria nella LX Factory è la libreria Ler Devagar, letteralmente “leggere lentamente”, dove i libri toccano il soffitto e si parla di arte, viaggi, letteratura, cibo, e c’è addirittura un piccolo bar dove fermarsi ad ammirare tutti quei volumi. La LX factory è una piccola isola di creatività, all’ombra del ponte 25 de Abril, ideale per un aperitivo al tramonto. Dopo cena invece, il posto dove andare è Bairro Alto, il quartiere alto di Lisbona: dopo una faticosa salita, verrete ricompensati da locali, musica e allegria.


Che poi, musica e allegria sono un po’ le parole chiave di questo viaggio. Ci sono cose davvero incredibili a Lisbona, come la Igreja do Carmo, la chiesa senza tetto, che di notte ospita uno spettacolo di luci e musica, o il parco Jardim de la Estrella, poco turistico, dove bere la limonata fatta in casa e trovare un po’ di frescura tra le piante.


Insomma ragazzi: andateci. Fa bene all’anima. Tra tutte le capitali europee è forse quella che mi è piaciuta di più. Unica nota, fate attenzione perché è molto pericolosa: quelle maledette mattonelle rendono i marciapiedi tutti scivolosi.



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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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