• Elena Abbagnano

Lasciatevi fregare da Marrakech


Uscendo dal riad vi verrà incontro un uomo. Vi dirà qualcosa come “allora la stanza che vi ho dato vi piace?”, “benvenuti al nostro riad, per qualsiasi cosa chiedete a me che sono sempre nella reception”. Una volta che avrete collegato l’uomo al riad (l’albergo tradizionale marocchino), vi dirà che per andare alla piazza quella strada è troppo lunga / è chiusa per il mercato / non si può percorrere se non siete musulmani, e si offrirà gentilmente di portarvi per un’altra strada.


Niente di tutto questo è vero. Nessuna strada è riservata ai musulmani. L’uomo non è neanche parte dello staff del vostro riad, ma voi sarete troppo confusi e beneducati per poterne essere sicuri al cento per cento. Superato lo shock iniziale, vi tranquillizzo subito: a Marrakech nessuno vi vuole fare del male. La criminalità è ai minimi storici. L’unica cosa che vogliono fare è vendervi le loro cose, o le cose dei loro parenti, o quelle dei loro amici. Sarà il loro unico scopo in testa a tutte le vostre conversazioni, per cui se vi siete stufati di vedere ciotoline e farvi spillare 10 dirham qua e 10 dirham là, non chiedete indicazioni, non fermatevi a chiacchierare, non fermatevi e basta.


Non vi voglio spaventare, è che il primo impatto può essere molto duro: Marrakech è un groviglio di colori forti, odori forti, voci forti. Tutto si contratta, per i turisti nel souk, ma per i marocchini su qualsiasi cosa, persino - pensate! - la bolletta della luce. Forse il souk merita un discorso a parte, ma è una delle tappe immancabili di Marrakech.



Altro non è che un immenso mercato, diviso per zone: il souk dell’oro, dei gioielli, delle pelli, delle spezie. Un punto molto particolare è il souk dei conciatori, dove vengono lavorate le pelli. Armatevi di una piantina di menta da mettere sotto il naso, perché l’odore è nauseabondo: le pelli vengono conciate nello sterco di piccione, e ho detto tutto.

Il vostro giro di Marrakech può iniziare da lì, dedicate almeno mezza giornata ad un’esplorazione dei vari settori, contrattate per comprare una ciotola, un pezzo di ambra e della paprika. I vari souk cingono una grande piazza, Jemaa el-Fna, nel cuore della Medina.



Andateci la mattina: troverete un grande mercato a cielo aperto, donne armate di henné per le mani (mi hanno suggerito di tenermene lontana) incantatori di serpenti e addestratori di scimmie. Poi tornateci la sera: ci troverete bancarelle di street food, danzatori, maghi. Se avete tempo per assistere a questa trasformazione, poco prima del tramonto prendete del tè alla menta in una delle tante terrazze che circondano la piazza e osservate il sole che muore e la piazza che rinasce.


La Medina, la città vecchia, è un museo a cielo aperto ed è dove passerete la maggior parte della vostra permanenza. Potete fare una lenta immersione nella storia alle tombe sa’diane o al palazzo el Bahia, camminando per le grandi corti interne di questo immenso palazzo reale. La moschea si può visitare solo da fuori, ma se vi passate durante il canto del muezzin potete sbirciare le centinaia di fedeli che vi entrano per la preghiera. Fatelo con grande rispetto: la religione in Marocco è una storia seria, e se anche Marrakech è aperta al turismo e accetta le ginocchia scoperte delle turiste, il rispetto è un accessorio indispensabile per il vostro viaggio.



Se avete bisogno di una pausa, prendete un tè alla menta al Jardin Secret, la prima casa di Marrakech che oggi è un lussureggiante giardino. La Madrasa di Ben Youssef deve essere incredibile: purtroppo è chiusa per ristrutturazioni fino a metà ottobre, quindi mi sono dovuta accontentare delle foto.


Prima o poi dovrete uscire dalla Medina. E lo farete per andare ai Jardin Majorelle, il paradiso di colori e piante grasse che Yves Saint Laurent e Pierre Bergé comprarono negli anni ’80. Il museo YSL e villa Oasis sono i punti più incredibili di questo immenso giardino, purtroppo molto frequentato e posto perfetto per la vostra nuova foto del profilo. Stringete i denti e sopportate le ragazze che si stanno facendo foto su foto. E pensate al macabro particolare che tra quelle zolle di terra curata e quei cactus hanno sparso proprio le ceneri del grande stilista. Consiglio furbo! La fila per i biglietti al giardino è immensa, ma cento metri prima c’è il museo YSL: andate lì e comprate il ticket per entrambi, vi risparmierete almeno un’ora di fila.


Per visitare Marrakech non serve molto tempo, bastano tre o quattro giorni. Non è tanto per le cose da vedere ma per le cose da sentire: le voci, gli odori forti, i rumori. Da Roma sono quanto? Due ore e mezza di volo? Bastano per trasportarti in una realtà completamente diversa, perché per quanto moderna, per quanto vicina, per quanto città, Marrakech è Africa.

117 visualizzazioni
Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

  • White Facebook Icon

© Elena Abbagnano Trione 2020