• Elena Abbagnano

La magia del Natale a Bruxelles



Ciao, sono Vongola in Viaggio e da dieci minuti non fischietto Jingle Bells. Lo ammetto, con il Natale ho un problema: lo amo. Faccio parte di quel fastidioso zoccolo duro che tira fuori gli addobbi a fine novembre, che ha idee regalo anche per il vicino della zia del collega e che ha la playlist personalizzata da mettere durante la cerimonia della preparazione dell’albero. E a Bruxelles ho trovato pan di zenzero per i miei denti.


Premessa: chi va a Bruxelles ci va per erasmus, per andare a trovare qualcuno in erasmus, per lavoro, per andare a trovare qualcuno che ci lavora, o perché ha trovato i biglietti a/r a 30 euro. Io faccio parte di questa categoria: prima di vedere l’offerta su skyscanner non era assolutamente tra le mie mete del cuore, ma chi sono io per rifiutare un viaggio a 30 euro andata e ritorno? Forse anche per questa mancanza di aspettative, Bruxelles mi ha rapita. Per visitarla bastano un paio di giorni, un buon paio di scarpe da ginnastica e un ottimo fegato: il piatto tipico sono le cozze fritte accompagnate da patatine fritte, seguite da waffle al cioccolato, cioccolato, e birra. Un fritto e dolcissimo incubo. Tra una patatina e l’altra però vi consiglio di mangiare la Carbonade, uno spezzatino di manzo cotto nella birra che è davvero davvero buono.



Il giro di Bruxelles inizia obbligatoriamente dalla Grand Place, la piazza principale. Nelle serate di dicembre ogni mezz’ora dei giochi di luce colorano tutta la piazza, partendo dall’hotel de ville e coinvolgendo tutti gli edifici che si affacciano. Sono le antiche corporazioni, i sindacati di altri tempi: ogni palazzo è dedicato a una corporazione e potete indovinare quale sia grazie alle statue che li adornano. La volpe, l’astuzia, per i commercianti, l’arco per gli arcieri, un terrazzo che ricorda l’ondeggiare del mare per i barcaioli. Dall’altra parte della piazza ci sono due palazzi che cattureranno la vostra attenzione: sono le residenze di Victor Hugo e Karl Marx, cacciati rispettivamente da Francia e Germania, che hanno trovato temporaneo asilo proprio a Bruxelles. La Grand Place è famosa anche per l’Infiorata: tutti gli anni pari, a metà agosto, la piazza viene riempita di fiori, oltre 500 000 begonie per festeggiare l’assunzione di Maria.


Aspettate, restate ancora un secondo alla Grand Place e guardate attentamente l'hotel de ville, il palazzo più antico: noterete che… è storto. La colonna di destra dell’ingresso è più grande di quella a sinistra: colpa del campanile, troppo pesante, che pende leggermente e ha bisogno di un basamento più forte da una parte. Ma non è tutto: la parte destra del palazzo è visibilmente più corta, tanto che le ultime finestre sono tagliate a metà. Qui la colpa è delle Corporazioni, che a progetto già iniziato chiesero di lasciare sul lato destro una via di accesso per il mercato. Tutte queste cose le ho scoperte grazie a una guida d'eccellenza, di cui vi parlerò presto perché ha davvero cambiato il mio viaggio a Bruxelles.


Dalla Grand Place potete raggiungere a piedi tutti i luoghi di interesse più belli della città: primo tra tutti il Manneken Pis. È la statua piccolissima di un bambino che fa pipì: la leggenda racconta che mentre tutto il paese festeggiava la vittoria contro un esercito nemico, le truppe avversarie stavano circondando le mura della città di esplosivo. Per fortuna un bambino si accorse della miccia accesa, e senza avere nulla in mano per spegnerla… ci fece pipì sopra, salvando la città. È una delle tante leggende che circondano la piccola statua, la terza più famosa al mondo dopo quella della libertà e il David di Michelangelo. Pensate che è stata trafugata numerose volte, l’ultima negli anni sessanta ad opera di un gruppo di studenti Erasmus spagnoli. Una tradizione molto simpatica è di vestire il Manneken Pis con abiti diversi a seconda delle ricorrenze: per esempio durante i mondiali viene vestito con la divisa belga, o per la giornata contro l’HIV indossa un preservativo come berretto. Tutti gli abiti sono custoditi in un museo, insieme alla statua originale: quella per strada, e trafugata più volte, è infatti solo una copia.


Girando per il centro noterete tante mura decorate con personaggi dei fumetti: sono più di settanta, e colorano le mura grigie dei palazzi con disegni simpatici e vivaci. I fumetti d’altronde sono uno dei punti di forza del Belgio: immancabile la visita al Centre Belge de la Bande Desinée, il museo del fumetto, con sezioni intere dedicate a Tin Tin, Asterix e i Puffi (Les Schtroumpfs). Pensate che il nome dei Puffi ha un’origine molto particolari: durante una cena tra amici, Pierre Culliford voleva del sale, ma non gli veniva il nome della saliera. Chiese ad un amico: mi passi lo schtroumpf? il corrispettivo italiano di mi passi il coso? E da lì, prese il nome una storia internazionale.


l museo dei fumetti non è l’unico che merita una visita: c’è quello di Magritte (stupendo!), quello delle belle arti, quello degli strumenti musicali. Ma se, come nel mio caso, è dicembre e siete stati benedetti da un tempo non freddissimo, perdetevi tra i mercatini di Natale che riempiono la città, mangiate qualche street food dalle bancarelle di Saint Catherine e osservate per bene la giostra al centro della piazza, che è davvero particolare.



Se passate davanti all’Etoile con il memoriale a Everard ‘t Serclaes, noterete una grotta di turisti che tasta la statua. Ma voi, che non siete turisti ma viaggiatori informati, ricordate di toccare solo il rospo, che porta salute economica, il braccio, che assicura salute fisica, e il cane, che annuncia fortuna in amore.


Bruxelles è una città particolare. Si dice che sia capitale quattro volte: capitale del Belgio, della regione francese, della regione fiamminga e capitale dell’Unione Europea. Per questo ha un’intera zona dedicata ai palazzi dell’UE, che purtroppo non ho fatto in tempo a visitare ma che sicuramente sono molto interessanti: il parco del centenario, il Parlamento, la Commissione e il Consiglio. Un altro simbolo della città che non sono riuscita a visitare è l’Atomium, la famosa costruzione in acciaio che raffigura un enorme atomo, sede dell’Esposizione Universale del 1958. Nonostante sia una delle più ricordate attrazioni turistiche, mi è stato sconsigliato di visitarla: è fuori mano e non c’è molto altro se non la suggestiva costruzione esterna.


Fuori città, le cose da vedere sono altre: nel mio tour sono riuscita a passare un’intera giornata a Brugge, di cui vi parlerò presto, ma con un paio di giorni in più mi sarebbe piaciuto visitare anche Gand e Anversa, per non parlare di tutti i monasteri trappisti disseminate nella campagna fiamminga.


Vorrà dire che dovrò tornarci. E stavolta, attirata da qualcosa di molto più grande che un biglietto aereo scontato.




0 visualizzazioni
Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

  • White Facebook Icon

© Elena Abbagnano Trione 2020