• Elena Abbagnano

Il giro della Spagna in due settimane (ad agosto e in pullman)

So cosa state pensando. Dici di essere un’esperta di viaggi, ne organizzi a decine ogni anno, prometti consigli utili… che diamine ti diceva la testa quando hai progettato questo?

Probabilmente nulla. Non vi racconterò che è stato un viaggio fantastico né vi prometterò che sarà meraviglioso se mi imiterete, anzi, non fatelo assolutamente. Ma partiamo dall’inizio.


Cinque amiche anti conformiste che soffrivano all’idea del classico Interrail. Giusto. Decidiamo quindi di organizzarlo su misura, ma con il pullman. Meno giusto. Scegliamo come meta la Spagna. Giustissimo. Scegliamo come periodo le due settimane centrali di agosto. Disastro.


Premessa doverosa: la compagnia era splendida e avevamo tutte vent’anni, per cui qualsiasi inconveniente alla fine si trasforma in un’avventura e il risultato non è stato disastroso come potrebbe sembrare. Siamo tornate stanche, con un’idea piuttosto negativa della Spagna, ma in fin dei conti divertite. Il problema è ripensarci adesso.


La nostra prima tappa è stata Madrid, raggiunta da un comodo aereo low cost. Già Madrid non mi ha fatto impazzire nel complesso, senza una ragione particolare. Il Prado, il Parco del Retiro, il Palazzo Reale: tutto molto bello, ma senza l’effetto wow che mi aspettavo dalla capitale della Spagna. Meno dolorosa Toledo, che abbiamo raggiunto con una gita in giornata: nonostante i quaranta gradi, questa piccola città dichiarata patrimonio dell’Unesco è un vero e proprio gioiello, dove la cultura araba, cristiana ed ebraica si sono unite per regalare palazzi, torri, scorci e sorprese ad ogni angolo.


Il viaggio è continuato verso Bilbao, altra bella sorpresa se non fosse che di spagnolo ha davvero poco: al nord, verso i Pirenei, questa atipica città ha più l’influenza e l’impronta francese, a partire dalle temperature relativamente basse, ai locali che chiudono verso le 20, alle atmosfere tardo gotiche. Quarta tappa: San Sebastian. Dove l’alta marea ci ha rubato i vestiti e bagnato gli zaini, nonché il nostro unico bagaglio.

Le cose hanno iniziato a farsi davvero difficili da qui in poi. Perché uno pensa, risparmiamo sull’alloggio e prendiamo il pullman di notte, da Bilbao a Malaga. Certo. Quindi ci mettiamo in viaggio verso le 8 di sera, per poi scoprire che il cambio era previsto alle 4 di mattina in uno sperduto paesino nel cuore della Spagna. Stazione chiusa, noi cinque uniche passeggere ad aspettare la coincidenza. Arriviamo a Malaga il giorno dopo, portafoglio rubato, gita all’ambasciata per rifare i documenti.

Sarà stata la stanchezza, sarà stato il furto, ma aiuto! Malaga è stata odio a prima vista e neanche la gita a Nerja e al suo mare leggendario è stata salvifica. Forse per colpa dei soliti 40 gradi, forse per colpa del cielo comunque coperto, o forse per colpa delle migliaia di sdraio che praticamente impedivano l’accesso alla sabbia.

Finalmente l’ultima meta, Valencia. Partenza ore sette di mattina, arrivo ore sette di sera, una giornata buttata. La ciliegina sulla torta è stato il post sbornia, perché a Malaga era festa e con l’idea che avremmo dormito tutto il giorno, avevamo ovviamente fatto nottata. Ho vomitato prima ancora di salire. Ma le brutte notizie non sono finite: una volta arrivate, nell’appartamento preso con Airbnb (unica volta nella mia vita) il letto è uno. Più un divano. Per cinque persone. Finisco per dormire su una sedia. Che Valencia non mi sia piaciuta, dopo tutto questo, era più che naturale. Tralasciando il documento dell’ambasciata di Malaga che non era valido per l’espatrio, e quindi con un rush finale in cui per un pelo siamo riuscite a tornare a casa.


Ho promesso di tornarci. A Valencia, a Madrid, forse persino a Malaga. Con calma, con l’aereo, dedicando il giusto tempo a ogni posto. Ma in cinque anni non l’ho ancora fatto perché diciamocelo: con tanti posti belli da vedere, perché tornare in uno che non ti ha convinta?


Per una volta, nessun finale a sorpresa, nessuna bella avventura da condividere con voi, solo un grande consiglio: organizzate bene i viaggi, perché il modo in cui vedete un posto, le persone che siete mentre lo girate, spesso contano quasi più del posto in sé.

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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