Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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© Elena Abbagnano Trione 2020

  • Elena Abbagnano

Favignana: un tuffo dove l'acqua è più blu



Non riesco a immaginare niente di più bello che regalare un viaggio. Così è quello che ho fatto, al mio fidanzato: tre giorni a Favignana, un’isola delle Egadi da cui eravamo passati qualche ora a poche settimane dal nostro primo bacio. Un tuffo nel passato, ma non solo: l’acqua di Favignana ha un colore così incredibilmente blu che passare pochi minuti senza tuffarsi in mare è praticamente impossibile.


Raggiungere Favignana non è semplicissimo. Il traghetto che arriva parte da Trapani, quindi potete scegliere se atterrare direttamente all’aeroporto di Trapani o arrivarci in pullman da Palermo o Agrigento. Una volta arrivati potete scegliere se prendere il traghetto (vi consiglio Caronte Travel) oppure l’aliscafo con la Liberty Lines, che ci mette di meno ma spesso esaurisce i posti.


La barca vi darà un assaggio dell’acqua blu in cui state per immergervi. Favignana è una delle tre isole che compongono le Egadi, insieme a Levanzo e Marettimo. Entrambe sono più piccole e meno visitate, quindi se avete un giorno in più dovete per forza farci un salto. Sono tantissime le escursioni in barca, che vi porteranno nell’una, nell’altra o a fare il giro di Favignana. Mi hanno consigliato, tra tutti, Capitan Sinagra, che con 40€ vi tiene mezza giornata in barca con pranzo incluso.


Una volta arrivati al porto, affittate una bici o uno scooter. Se come me volete esplorare ogni angolo che questa straordinaria isola nasconde, vi consiglio lo scooter. Ma se invece preferite qualche gita più caratteristica e siete ben allenati, le bici sono una valida e tonificante alternativa.


Le spiagge


Se siete arrivati fino a Favignana, sicuramente state cercando un posto dove l’acqua è celeste e i turisti sono lontani. Questa isola delle meraviglie ha due piccoli nei: è molto ventosa ed è piena di visitatori. I locali consigliano infatti di visitarla tra fine settembre e inizio ottobre, quando l'acqua è calda ma i turisti sono spariti. Ho promesso che ci sarei tornata per quel periodo, poi ho iniziato ad esplorare. Per fortuna le calette sono per lo più piccole e isolate, per cui la folla si sparpaglia. Io ho cercato di raggiungerne il più possibile, per trovare la mia preferita. Mettetevi comodi, ve le racconto.


Cala Rossa

Sicuramente ne avete sentito parlare, o avete visto qualche foto che vi ha lasciati senza fiato. Cala Rossa è uno dei posti più famosi di Favignana e ne ha tutto il diritto: delle rocce sul mare formano piccole piscine e posti perfetti per tuffarsi. Raggiungere il mare è un’impresa ma vi giuro che una volta a contatto con l’acqua salata, ne sarà valsa la pena. Lasciate il vostro mezzo all’ingresso della cala e scendete a piedi: se camminate per qualche minuto e vi lasciate alle spalle Robertino (free wifi e bevande in una tenda in mezzo al nulla) troverete delle scale scavate nella roccia che renderanno un po’ più facile la discesa. Da lì, fatevi coraggio ed esplorate le caverne e ogni anfratto, fino a trovare il vostro punto preferito.




Grotte del Bue Marino

Il nome è meno conosciuto, ma per me, è il punto più bello di Favignana. L’acqua raggiungere colori inimmaginabili, con un po’ di coraggio ci si può tuffare dalle rocce e fare il bagno circondati da pesciolini colorati. In alto, all’ora di pranzo, potete trovare un carretto che fa panini al tonno. Da provare!


Cala Azzurra

Prende il nome dal colore dell’acqua ed è una delle spiagge più famose. Purtroppo è anche una delle più facili da raggiungere e questo la rende invasa da bambini e turisti. Bella per farsi un tuffo, ma non mi fermerei a lungo.


Lido Burrone e la spiaggia della Tonnara

Idem come sopra: queste due sono le uniche spiagge di sabbia dell’isola e quindi terreno di caccia per famiglie e bambini. Se siete venuti a Favignana per non trovare posto dove stendere il telo, accomodatevi. Altrimenti evitate queste due spiagge e continuate ad esplorare.

Tutte le foto di questo articolo sono state scattate da Leonardo Dimino

Punta Sottile

Noterete che l’isola è divisa a metà da un tunnel che spacca la montagna di Santa Caterina: tutte le spiagge di cui vi parlavo sopra sono da una parte del tunnel, queste invece sono dalla parte opposta. Punta Sottile è all’estremo sinistro dell’isola ed è dove il tramonto è più bello. Il sole arancione affonda nel mare e un piccolo faro bianco rende il panorama davvero mozzafiato. Piccole calette, di ciottoli o di sassi, sono sparpagliate per il litorale e sono perfette per appoggiarsi qualche minuto e ammirare il tramonto e i mille colori del cielo.


Cala Rotonda

Come dice il nome, questa piccola spiaggia di ciottoli ha una forma tondeggiante. Forse l’acqua più trasparente l’ho trovata lì. In più c’è una piccola leggenda che rende questa cala ancora più affascinante: si dice infatti che in questo punto, esattamente all’arco di Ulisse, l’eroe mitologico sia approdato nel suo travagliato ritorno verso Itaca.


Preveto

Nel mio ultimo giorno a Favignana ho scoperto una spiaggia nascosta, grazie all’aiuto di una blogger straordinaria. Per arrivarci serve scavalcare qualche cancello e ignorare qualche segnale, e il brivido del divieto l’ha resa ancora più bella. Ora vi spiego come arrivare: uscendo dal tunnel di cui vi parlavo prima, dalla parte di Punta Sottile e dei Faraglioni, troverete sulla sinistra una strada chiusa al traffico. Facendo attenzione, fate una piccola inversione ed entrate. Vi troverete davanti un residence, Nido del Pellegrino. Alla sua sinistra troverete dei campi e un piccolo cancello da scavalcare: seguite il sentiero per una manciata di minuti e magia. Nascosta ai meno coraggiosi, una spiaggia di ciottoli dove giusto qualche barca disturberà la vostra quiete.


Non solo mare

Quando sono arrivata a Favignana mi aspettavo mare mare e ancora mare. Invece ho scoperto un paio di attrattive fuori dall’acqua che mi hanno stupito quasi di più che le calette meglio nascoste.



Il castello di Santa Caterina

Il primo tra tutti è il castello di Santa Caterina, una delle prime cose che notate quando alzate gli occhi al cielo. Troneggia sulla piccola cittadina di Favignana e su tutte le spiagge circostanti, perché sembra spaccare a metà l’isola. Raggiungerlo non è facile ma vi prometto che ne varrà la pena. Una strada piena di curve vi costringerà a lasciare la bici o lo scooter quasi ai piedi della montagna, e di lì, a piedi. Lo so, al quarto tornante invocherete minacce nel mio nome. Ma dopo una mezz’ora di passeggiata in salita, il fiato ve lo toglierà il castello. Completamente abbandonato, ricco di stanze e anfratti da esplorare nella solitudine più totale. L’atmosfera all’interno è quella macabra di un film horror, con letti in ferro arrugginito e detriti nelle stanze più abbandonate. Se avrete il coraggio di raggiungere il terrazzo, preparatevi: la vista è straordinaria.


La tonnara, patrimonio dei Florio

Oggi Favignana vive di turismo, ma prima che ondate di turisti, me compresa, la raggiungessero, ha conosciuto un periodo d’oro grazie alla famiglia Florio: imprenditori di origine calabrese, ma che in pochi anni si sarebbero fatti conoscere in tutta la Sicilia grazie a investimenti giusti al momento giusto. I Florio addirittura comprarono le isole Egadi per un milione di lire, nella seconda metà dell’Ottocento, e costruirono un’immensa tonnara che è rimasta in attività fino al 2008. Oggi si può visitare, insieme al palazzo comunale che fu costruito sempre da loro. Il mio consiglio è di aspettare gli orari per la visita guidata, che non costa niente ma è molto interessante. Accanto all’entrata, date un’occhiata al rifugio per tartarughe marine: se siete fortunati (e se lo sono state anche loro) troverete qualche ospite in attesa di riabilitazione completa prima di essere restituito al mare.


La città di Favignana

Dormire a Favignana costa parecchio, soprattutto perché i posti sono relativamente pochi e i più economici spariscono subito. Io ho prenotato a inizio maggio per agosto, e grazie ad Home Away ho trovato una stanzetta in un residence, dotata di bagno e cucinotto che è stata perfetta per i nostri tre giorni. Vi lascio il link se volete darle un’occhiata, è a pochi minuti dal centro e se chiedete della stanza “merluzzo” avrete anche il lusso di una piscina di fronte alla porta. Prenotando con il giusto anticipo troverete soluzioni economiche, ma vi consiglio di cercare comunque intorno alla città: le zone più lontane saranno anche straordinarie per il panorama, ma la comodità di avere la città a pochi passi da casa, la sera, è ineguagliabile.


La città si gira facilmente in venti minuti, è un incrocio di stradine bianche costeggiate da locali e negozi. Per i miei gusti un po’ troppo elegante (ricorda molto Capri) rispetto ai giorni di natura selvaggia che mi aspettavo di vivere, ma è comunque molto bello al sera, dopo ore di sale e sole, farsi una doccia, indossare un vestitino e passeggiare per le strade. Per mangiare in paese vi consiglio Sotto Sale, c’è un ristorante di pesce incredibilmente buono ma un po’ costoso e della stessa famiglia l’Osteria Sotto Sale. Per un pasto fast, l’arancineria di mare farcisce le tipiche arancine con pesci di ogni tipo, per un gelato la gelateria Roma 16 (prendete il gusto setteveli di pistacchio!) Durante il giorno invece, fate attenzione: nelle spiagge dopo il tunnel non ci sono bar o ristoranti, quindi dovete portarvi il pranzo al sacco. Altrimenti trovate dei chioschi a Cala Azzurra o a Lido Burrone. Vi ho già menzionato l’incredibile stand con i panini al tonno che gira per il Bue Marino. Se invece avete voglia di un aperitivo o un gelato, il Kiosko a Marasolo e PuraVida a Cala Rotonda hanno una vista pazzesca, musica allegra e un’atmosfera bellissima. Qualcuno mi riporti lì!


Questi giorni in Sicilia mi hanno conquistato, è facile capirlo. E mentre vi scrivo, a poche ore dal ritorno, fuori piove, domani torno a lavoro, e le spiagge assolate mi sembrano un sogno meraviglioso. Ma vi giuro, non c’è niente di fantasioso in quello che vi ho raccontato: prendete un aereo, e poi una barca, e innamoratevi di questa terra come me ne sono innamorata io. Perdere la testa per Favignana è semplice. Il difficile è salire sull’aliscafo del ritorno.



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