• Elena Abbagnano

#viaggidipancia: da Giorgione a Montefalco

Aggiornato il: 18 mar 2019

Avete mai scelto una destinazione seguendo non il cuore né tantomeno la testa, ma lo stomaco? Bene io l’ho fatto, e domenica ho sfidato il gelo, la pioggia e la strada a curve per raggiungere Montefalco, in Umbria, e più precisamente il ristorante Alla Via di Mezzo dello chef del Gambero Rosso Giorgio Barchesi, in arte Giorgione.



Devo dire che ne è valsa la pena, e a dirlo questa volta è tutto il corpo, stomaco, cuore e testa inclusi. Ma partiamo dall’inizio: anzi, partiamo da Roma, verso le nove e mezza del mattino. Seconda stella a destra e poi via sull’autostrada in direzione Firenze, uscita a Terni. Poco più di due ore di macchina, nonostante la strada un po’ dissestata verso la fine. Lasciate la macchina fuori dalle mura e poi arrampicatevi per via Ugo Foscolo, la strada principale nonché spina dorsale di questo piccolo borgo umbro.




Prima del pranzo che vi ha attirati tra le mura della città, avete almeno due ore a disposizione per girare ed esplorarla tutta. Due ore che bastano e avanzano, anche camminando piano ed entrando in ogni singola chiesa (e ce ne sono davvero tante!). Vi segnalo Sant’Agostino, San Francesco e Santa Chiara della Croce. La maggior parte purtroppo erano chiuse, ma sono un gran bello spettacolo anche viste da fuori! Perdetevi tra le stradine e affacciatevi sui vari punti panoramici, finendo la vostra visita alla piazza principale, la piazza del comune.




Tra salite in pietra e aria frizzante, scommetto che vi è venuta fame. Bene, perché è proprio per questo che siamo qui! Il ristorante più famoso del centro Italia è travestito da trattoria di paese: all’ingresso, lo chef e sua moglie vi accoglieranno con un sorriso, un abbraccio e qualche battuta. Giorgione si presta volentieri a foto e selfie, a meno che non siate vegani: il suo buffet infatti è composto interamente da salumi, interiora e formaggi chilometro zero, e il menù fisso che segue non è da meno. Tagliatelle al ragù d’oca, lasagne di salsiccia, stinco di vitello, quaglia: ingredienti genuini impreziositi da una location semplice e caratteristica, e dalla mano saggia e “ignorante” dello chef. Voto diesci, direbbe qualcuno.


Nonostante l’abbondanza di cibo e la sua prelibatezza, lo chef Giorgione ha un prezzo fisso, 28€ bevande escluse, e un menù fisso che cambia in base al periodo e alla disponibilità degli ingredienti. Mi raccomando, prenotate con qualche settimana d’anticipo: il ristorante fa un solo turno e non accetta improvvisate. Così può dosare gli ingredienti dal giorno prima ed evitare il più possibile gli sprechi.

Dolce, caffè, ammazzacaffè: uscirete dalla Via di Mezzo felici ma appesantiti e una passeggiata tra le mura sarà l’unica salvezza per la vostra digestione. Ma la giornata non è finita e a noi non piace perdere tempo: rimettiamoci in macchina puntando verso San Gemini, di strada verso Roma.


Nel frattempo il sole tramonta ed escono le stelle: dall’affaccio panoramico di San Gemini se ne vedono parecchie, lontane dalle luci prepotenti delle città. Il borgo di sera ha un aspetto magico, nessuno per strada se non pochi gatti acciambellati sui tetti. Esploriamo le stradine in un’atmosfera un po’ alla Wayward Pines ma meno angosciante: al caffè Paretti cerchiamo di mediare con la nostra digestione grazie a una tra le centinaia di tisane e the che questo carinissimo locale, costruito in un’antica chiesa, mette a disposizione.



Ci lasciamo alle spalle questo stupendo borgo con la promessa di tornarci, magari con il sole. Pensare a quante meraviglie siano disseminate intorno a noi a poca distanza da casa mi fa vergognare delle tante domeniche buttate sul divano a fare zapping. Maledetta pigrizia, benedetta Italia!

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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