• Elena Abbagnano

Civita di Bagnoregio: la città che muore è più viva che mai



Un viadotto sottile e sempre affollato collega Civita di Bagnoregio al resto del mondo: sembra un ponte sopra un mare in tempesta, anche se il mare dista diversi chilometri e intorno non c’è acqua, ma una natura povera e prepotente e i famosi calanchi, rocce di arenaria erose dal tempo e che poco a poco stanno crollando, affibbiando così il tetro nome di “città che muore” a un borgo che invece è stato definito tra i più belli del mondo.


Al confine con l’Umbria e sopra la valle del Tevere, Civita di Bagnoregio è facilmente raggiungibile da tutto il centro Italia, per cui se ancora non ci siete stati, rimediate al più presto: visitarla non ruba che una giornata e vi giuro che ne vale la pena. Per credermi non serve arrivare dentro il borgo, basta arrivare a Civita, la città vicina: è da lì che si gode della vista più bella, prima ancora del ponte, prima ancora delle mura antiche.


Prendetevi tutto il tempo per ammirare il panorama. Poi prendete un bel respiro e incamminatevi verso il ponte: l’unico modo per entrare in paese è a piedi. L’ingresso costa 5€ ed è una piccola scarpinata, motivo per cui vi consiglio di programmare la vostra visita per aprile / maggio o settembre, in modo da evitare il sole a picco.



Una volta entrati a Civita di Bagnoregio, vi sembrerà di aver attraversato più che un normale viadotto di cemento, un varco spazio temporale che vi ha riportati indietro di una manciata di secoli: il borgo infatti sembra rimasto sospeso nel medioevo, e un’aria ferma e magica sembra aleggiare tra i vicoli, gli archetti, i cortili, le piccole botteghe artigiane in cui si può entrare. Fermata obbligatoria è il duomo su Piazza San Donato e una tappa divertente può essere la casa in cui è stato girato il famoso Pinocchio di Sironi.


Ma a fare davvero la differenza è l’atmosfera, il silenzio di questa piccola isola di terra sospesa nell’aria e nel tempo. Da condividere con i turisti come noi e con i sedici abitanti che ancora vivono in questo straordinario paese.

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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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