• Elena Abbagnano

Ai piedi di Lenin

Aggiornato il: 14 giu 2018

Qualche anno fa sono stata a Mosca, una città glacialmente stupenda. Ma non voglio parlarvi di questo, non oggi. Voglio parlarvi dell'eredità che Lenin ha lasciato, nella sua smisurata Piazza Rossa.



Mosca conta più di 11 milioni di abitanti. Camminando per le strade, in almeno tre su cinque di loro sei sicurissimo di vedere:


a) una spia di James Bond;

b) una pattinatrice sul ghiaccio detentrice di due medaglie olimpioniche;

c) Putin.


Una delle prime tappe quando arrivi a Mosca è la piazza Rossa: la piazza principale, che costeggia il Cremlino e ospita la splendida chiesa di San Basilio. La piazza più grande d’Europa e la terza del mondo.


Ora, oltre a San Basilio e le mura del Cremlino, nella piazza Rossa troneggia il mausoleo di Lenin, l’artefice della rivoluzione dell’Ottobre 1917 e il capo della Russia Sovietica fino al 1924. Cultore e promotore del comunismo. Il cattivone per eccellenza. A Mosca in realtà è percepito come un eroe, motivo per cui il suo mausoleo è una meta di turismo trattata con i guanti: guardie ad ogni angolo, luci soffuse e al centro di un percorso circolare c’è lui, Vladimir Lenin, in poca carne e tante ossa.


Quando esci dal mausoleo, il tempo sembra essersi fermato. Siamo nella Mosca del 2015, o siamo stati trasportati in pieno regime comunista? Devo rivolgermi alla guardia all’uscita chiamandolo “compagno”? Le mie scarpe Adidas mi porteranno a una veloce condanna a morte?


Poi li vedi. Proprio di fronte a te.

I magazzini Gum.


Sono illuminati da una fila immensa di lucine, anche se a Natale mancano più di due mesi.

Il primo brand che noti è Cartier, che occupa ad occhio e croce tre immacolate vetrine. Entri. Si susseguono veloci Chanel, Hermès, Givenchy. Giorgio Armani. Prada. Da far invidia a Milano in piena fashion week. A Barney’s. Alla Fifth Avenue.

E tutto questo, drammaticamente, simbolicamente, ereticamente, ai piedi di Lenin.




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Chi sono

Credo nel lorem ipsum, in Gabriel García Márquez e che una penna ti possa portare ovunque. Non ho ancora deciso se mi piace più leggere o più scrivere e nel dubbio faccio entrambi, continuamente. Nel tempo libero fuggo, che sia fuori Roma o dall'altra parte del mondo: così è nato vongolainviaggio.

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